Era una notte orrenda, una di quelle notti da lupi, avete presente, no?
Nuvoloni a forma di pecore di razza Merino – diventeranno famose solo negli anni 90 grazie al maialino Babe -, pioggia da far invidia a Milano a marzo e tuoni e fulmini che potevamo sentire solo a fine riprese di “Lo chiamavano Trinità”. Praticamente una tempesta così forte che sembrava di stare dentro una canzone di Battiato, prima della malattia.
Ci troviamo nella regione comandata dall’ipocondriaco e rupofobico Ponzio Pilato e quella sera da lupi, arrivò una tragica notizia da Ponzio: “Rega’ – sì, parlava romano, aveva studiato a Fondi, in provincia di Latina, all’epoca voleva lavorare nell’industria della moda, ma i genitori se ne lavarono le mani – Rega, io vo’odico, pare ce sia na pandemia, pericolosissima, pare se’mpazzisca e se diventi pericolosi. Ha già preso un po’ di gente che prima eran morti, ma poi hanno fatto ‘ncasino, se so iniziati a mangià tutti i prepuzzi de regazzini. Nun ve fate vede a giro, niente jogging, solo pe hannà a fumà, per il resto statevene a casa, nun se sa mai. Fino a Pasqua, meglio nun uscì, famo na quarantena! Mejo prevenì che curà!”.

Intanto a casa Nazareno…

In una piccola casa, a forma di tubero, a Betlemme c’era il giovane Felice Picchio, amico del quarantenato Giusuè Cristo. Felice sentì la notizia, mentre stava imbustando i suoi curriculum contraffatti da mandare alle aziende, tramite degli struzzi di seconda mano che gli avean regalato i suoi genitori per il Natale del 29 d.C.
Alla notizia di Ponzio, il giovane, andò subito – a suo rischio e pericolo – a bussare al Cristo.
Sentito che ha detto Ponzio?” chiese Picchio.
No, stavamo guardando l’Eredità” rispose Giusuè.
Pare che ci sia una pandemia di zombie e che dobbiamo rimanere in casa fino a Pasqua!!!” disse il giovane.
Prcmdnn!
che hai detto GG?!” un urlo dalla cucina
“Niente mamma, scusami! che palle questa oh!”
“guarda che ti sento” rispose la Madonna
“Eh…” dito medio di GC.
“Quaranta giorni a non fare nulla?!? Un sogno amico mio, un sogno!” disse Cristo.
“Facile per te che sei un figlio di Papà, i tuoi hanno un’attività e tuo padre ti ha già messo in azienda, ma io? come faccio? sono senza lavoro!”
Giosuè, intenerito, rispose: “rimani 40 giorni con noi, casa è grossa, faremo un sacco di cose che deciderò io!”
“Ottimo, può venire pure la mia vecchia madre GC?”
“chiaramente no, salutala tanto mio padre mi ha detto che morirà tra 3 giorni per dissenteria.”
“Come?!?!?”
“Ah, già dimenticati tutto. Vieni entra pure, insomma ha detto che dobbiamo rimanere chiusi in casa fino a Pasqua?!”
“già…”
“la chiameremo Quaresima!” concluse Giosuè.

La quarantena procedeva… Lenta

Una volta iniziata la “Quaresima” Felice Picchio, iniziò ad avere delle allucinazioni, ogni volta che Giosuè riusciva dalla doccia, era sempre asciutto, come se l’acqua gli girasse attorno e in casa, ogni volta, che provava a bere acqua rifiniva ubriaco – non che gli dispiacesse – ma era solo al quinto giorno, avrebbe rischiato di morire di cirrosi. La cosa più strana però, la vide nel Padre di GC. Giuseppe infatti, un uomo di 73 anni, barba, pochi capelli e grassoccio, guardava con occhi strani la propria moglie, ed ogni sera esclamava: “è tutta colpa di Branduardi!” ma nessuno, conosceva questo Branduardi.

Al 17esimo giorno di Quarantena, venne a bussare alla porta, tale Giuda un ragazzo sbarazzino amico intimo di Giosuè, esso lo voleva invitare ad una festa promiscua in mezzo agli ulivi, ma per fortuna la Maria, disse: “stasera alle 23:43 parlerà Ponzio, esce un nuovo decreto, pare che chiuderanno pure i tabacchini. Non si esce!”

La vita dentro casa Nazareno era tosta, Giosuè aveva molti difetti, tra cui un odore indecente dei piedi, un misto tra liquirizia avariata, tartufo nero del Penny Market e Lisomucil. Inoltre GC russava molto, questa cosa snervava Felice che ogni sera, si alzava durante la notte e andava a stringere il naso di Giosuè, rischiando di soffocarlo, una notte ci stava anche pensando… Ma poi non avrebbe più potuto assaggiare quello splendido vino.

Al 37esimo giorno, notizia meravigliosa, infatti GC era invitato a partecipare ai Soliti Ignoti come Ignoto numero 6. Come lavoro, lo sapete, faceva il pescatore/Figlio di Dio, ma la concorrente, tale Maddalena Corvaglia lo scambiò per un guardia caccia. Ad ogni modo, partecipava pure Giuseppe che era il parente misterioso. L’uno vicino all’altro la Maddalena disse che erano Padre e Figlio, purtroppo sbagliò – nuovamente – Gesù era figlio di Dio, dello Spirito Santo ma anche di sé Stesso. Giuseppe iniziò a piangere, urlando in camera: “T’ho smascherato, vile, incivile, giuliva, onomatopeica bisbetica Maria! Sei una corti…!” non riuscì a finire la frase che gli prese un crepacuore. In studio tutti zitti, ma poco importava, perché Giosuè, aveva appena rimediato il numero di Maddalena.

Tutto ha una fine

All’ultimo giorno di quaresima, il povero Felice Picchio, ne aveva viste fin troppe, e non vedeva l’ora di uscire, quando ad un tratto diretta straordinaria di Ponzio Pilato che esclamava: “Abbiamo trovato il paziente 0!” Alle 15.32, dopo i Simpson, venite in cima alla collina che condanneremo questo stronzo. Dirette Tv, c’erano tutti i giornali, radio, Antonello Venditti, Aida Yespica, Antonio Probo in attesa di sapere chi era il paziente zero, una volta arrivati lì, c’erano solo tre croci, e ad un tratto si sente Giusuè che urlando contro il cielo disse: “Babbo, tutto è compiuto! ora butta la pasta!” e morirono tutti perché il Signore sa fare tante cose, ma non la pasta aglio, olio e peperoncino, quella no! Tutti, tranne Giosuè e Maddalena che andarono in una grotta e ci stettero tre giorni, a che fare non si seppe mai, almeno fino a che alcuni ragazzoni non scrissero dei libri chiamati Vangeli o come molti di voi li conoscono: collana di Harmony.

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