La follia è vedere il mondo da un’altra angolazione

Avete presente quei piccoli momenti di follia in cui ti metti a cantare e a saltare gridando a squarciagola frasi che non sembrano avere un senso, o quando giri per casa con i pantaloni tirati su – alla Fantozzi per intendersi – e tutti ti guardano come se tu fossi un folle. In quei momenti ti senti libero, vero?

Eppure ci hanno sempre detto che la follia è una malattia, che i matti fanno e dicono cose che vanno contro la ragione. Come se “essere ragionevoli” volesse dire accettare quello che si crede indiscutibile solo perché l’ha stabilito qualche autorità. E se invece si potesse essere saggi indossando la maschera del folle?

La follia ha il merito di farci vedere il mondo alla rovescia e non tutto ordinato come vorrebbe la ragione. E poi, diciamolo, quando siamo un po’ folli siamo noi stessi e non abbiamo paura di dire o fare qualcosa di strano.
Per combattere gli errori che la ragione fa quando crede che esista un solo aspetto della realtà, la follia ci serve due armi:
La maschera e lo specchio.

Il folle indossa una maschera con cui smaschera la realtà, avendo il coraggio di dire ciò che “normalmente” non si dice.
Con lo specchio, mostra anche a tutti quelli che vi si specchiano il riflesso dei loro comportamenti e delle loro convinzioni, ma da un’altro punto di vista. Il bello della follia è proprio questo.
Se qualcosa in un mondo ordinato è condannato, in un mondo alla rovescia potrebbe essere approvato.

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