Ehi ciao, rieccoci qua… come va? 
Io tutto bene, grazie. Oggi vorrei raccontarvi di un sogno che ho fatto un po’ di giorni fa… Non vi preoccupate non è una cosa smielata.
Vi capita mai di sognare e poi svegliarvi la mattina e non ricordare nulla? 
A me capita spesso. Però quella mattina dopo, mentre facevo colazione con i miei adorati Pan di Stelle, ricordavo per filo e per segno cosa avevo sognato, a dirvi la verità, il sogno era così reale che mi sembrava veramente che fosse successo. 

Io amo sognare, sapete? Perché mi rendo conto di essere realmente me stesso dentro il MIO sogno. Sognare ti permettere di essere il regista di te stesso, senza problematiche esterne. Quando sogno ho una visione molto più equilibrata di me stesso e della mia vita.
Non la trovate magica questa cosa?
Io sì, tanto. Nella vita reale ognuno di noi ha paura, non tenta, non ci prova nemmeno a realizzare il proprio sogno, e quando ci prova, spesso non ci riesce perché siamo scoraggiati da forze esterne, ma in realtà è perché o non ci siamo impegnati tanto o non ci credevamo realmente. Comunque veniamo al sogno, altrimenti è soltanto un tema su delle illogiche teorie di un comico da strapazzo a cui garba sognare…

Piccola premessa.
Non so come ma quando sogno io mi vedo come se fossi l’attore protagonista di un film, con un cast eccezionale, tutte le persone che conosco, quelle che amo, quelle che odio e quelle indifferenti! ed io? ci sono tre me, tanto per non fare l’egocentrico! Io che guardo, il mio Io voce narrante e l’altro Io quello che interpreta me stesso. Spero di essermi spiegato bene; se non avete capito provate a rileggere finché non capite, ok?

Ehi eccomi! sono lì che sto guidando, come sottofondo musicale c’è una canzone folk che mette allegria, sto guidando il mio maggiolone del 1968, nero cabriot, interni in pelle bianchi, capelli al vento, occhili ray-ban modello “Aviator” (quelli di Top Gun per intenderci), io sono vestito con una giacca nera di pelle, jeans, maglia verde (mio colore preferito), ho una barba incolta non troppo lunga e guido sulla route 66, in macchina sono da solo. Aspetta, ma lì cosa c’è? Ma quello è un uomo! Sembra grande… avrà almeno una 50tina d’anni… è grosso, ha due spalle belle larghe, deve aver fatto nuoto o canottaggio, visto il petto imponente, il fisico possente e longilineo, alto, capelli grigi, occhi di ghiaccio, una barba lunga grigia, ha una canottiera bianca con una macchia di sugo…almeno spero, sulla destra dell’ombelico e con sé ha un cane, un piccolo bastardino con il pelo giallo, mi ricorda il mio Tex… sembra un pupazzetto della trudi, anche lui è vecchio, lo scruto dal pelo.

Ehi salite! Come si chiama il cane? Joy!
Cavolo, il cane si è subito addormentato sulle gambe del padrone.
– Piacere Andrea… Insomma che ci fai qua? 
– Piacere mio, sono Guido. Anni fa decisi di abbandonar tutto, per partire alla ricerca della felicità! Ho passato la vita a cercare la felicità negli occhi delle persone. Pensa che matto che sono, ogni volta che la trovo la fotografo, in modo da coglierne l’essenza. Sai la felicità è l’unica cosa che non controlliamo e non controlleremo mai, non possiamo scegliere di essere felici come non possiamo scegliere di non esserlo.
– Interessante e cosa ti ha spinto a fare questo percorso?
– Ho perso la mia famiglia, ho perso l’unica certezza che avevo nella vita, credevo di non riuscire più a trovare la felicità. 
Quindi ho deciso di viaggiare nel mondo per cercarla, cercarla nei volti, per ricordarmi che la felicità c’è sempre e che se tutti noi ce lo ricordassimo non saremmo mai più tristi, perché anche il ricordo di tragedie può essere tramutato in felicità. A te cosa rende felice?

E mi sono svegliato… Sempre così va a finire, sul punto più bello ci svegliamo sempre. Capita anche a voi?
Secondo me è il nostro corpo che lo fa per proteggerci, se sapessimo come va a finire non ci proveremmo poi a raggiungerlo nella realtà! quando finiamo il sogno non ce lo ricordiamo mai, quando ce lo ricordiamo si interrompe sempre alla fine… è semplice e logico, perché i sogni come la felicità vanno inseguiti, vanno cercati, sempre.
Non bisogna arrendersi mai. Rischieremmo di farlo un minuto prima di ciò che vorremmo accadesse.

Andrea Paone

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